Continuando a parlare della peste raggiungiamo finalmente uno dei personaggi coinvolti nella vicenda che a noi interessa narrare.
Si tratta, in particolare, di Don Rodrigo che nel periodo in cui il cataclisma colpisce Milano e si diffonde per le sue vie è ancora in città a spendere denaro e a trascorrere il proprio tempo in compagnia del Griso.
Rodrigo viene colpito dalla peste e la cognizione del contagio lo raggiunge una notte quando, di ritorno dall’abitazione di alcuni amici con cui era solito trascorrere le proprie giornate, cadde stravolto sul letto dove trascorse una notte in preda alla febbre e a un delirio crescente che gli impedì di dormire. Era stato accompagnato per tutta la strada di ritorno dal fedele Griso che aveva pensato bene di facilitargli anche la salita in camera: qui, alla luce del lume, l’uomo si accorse come il volto del padrone avesse tutti i segni tipici delle facce malaticce che spessissimo incontrava anche per strada.
La notte di Rodrigo fu agitata da sogni tumultuosi e al risveglio, quando ormai la malattia aveva preso possesso del suo corpo, anche la luce del giorno provocava un forte fastidio alle sue pupille infuocate dalla febbre.
Con un suono del campanello l’uomo attirò presto l’attenzione del Griso che era nella stnza attigua aspettando disposizioni, ma quando entrò e si avvicinò al padrone notò con orrore che la peste aveva ormai molto evidente sul suo fisico. Rodrigo lo pregò di recarsi immediatamente dal Chiodo chirurgo con la promessa di una lauta ricompensa in cambio di una visita clandestina, così il Griso corse subito per strada ad accontentar tale volontà.
Ma il Griso, uomo spietato e attento solo ai propri interessi,anziché recarsi dal medico si impegno nella ricerca dei famosi munatti.
Infatti, dopo un certo tempo d’attesa Rodrigo fu finalmente avvisato dai rumori lungo le scale della casa dell’arrivo di qualcuno, ma all’aprirsi della porta della propria stanza anziché scorgere la figura rassicurante del medico venne scosso dall’ingresso inaspettato dei due personaggi e della loro caratteristica veste rossa. A quel punto si scatenò il putiferio: Rodrigo comprese il tradimento e tentò di ribellarsi mentre Griso e uno dei due funzionari si apprestavano a scassinare la cassetta di sicurezza che il padrone di casa teneva li colma di denaro.
Così, del personaggio certamente più negativo delle vicenda giunge la fine: si tratta di una uscita di scena indegna per un uomo del suo rango costretto com’è ad essere trasportato di peso e contro la propria volontà verso il lazzaretto.
Quindi andiamo anche a vedere cosa ne è stato di Renzo.
All’arrivo della peste il giovane lasciò il villaggio in cui si era rifugiato per tornare a far visita al cugino Bortolo, ma è proprio a Bergamo che il nostro promesso sposo viene cntagiato dalla malattia e si ammala gravemente sino al punto di morire. Fortuna volle, però, che lui venne risparmiato, a differenza di molti altri. Fu, per Renzo, una bella fortuna l’essere scampato alla peste, soprattutto perché chi riusciva a salvarsi poteva poi considerarsi immune verso ulteriori contagi.
Il giovane prese così la decisione di tornare verso la zona di Milano, la più colpita dall’epidemia, per cercare l’amata Lucia: raggiunse Lecco, e andò alla ricerca della sua vecchia casa scoprendo le devastazioni che avevano interessato la sua proprietà, gran parte del paese e, ovviamente anche la popolazione. Incontra casualmente Tonio: è malato e piuttosto malconcio, ma da lui avrà alcune importanti notizie proprio su Lucia. Inoltre si imbatterà anche in Don Abbondio: anche lui è stato colpito dalla peste, ma fortunatamente era riuscito a guarirne anche se con gravi conseguenze. Il curato appare molto dimagrito e provato nel fisico: da lui, però, saprà che Agnese si è recata da alcuni parenti e che Lucia è definitivamente alloggiata presso la casa di Donna Prassede a Milano.
Renzo romase in paese solo una notte, l’unica necessaria a rifocillarsi e a organizzarsi per l’ultimo tratto di strada che lo separava da Milano. Venne ospitato da un amico, incontrato anch’egli per caso, che lo invitò presso la propria abitazione.
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