L’indomani mattina seguente alla notte in cui l’Innominato aveva tanto patito e si era tanto arrovellato l’animo circa la storia e la consizione della ragazza sua prigioniera, una gran frastuono proveniva dalle strade e dall campagna nella valle sottostante il suo castello.
Richimato da un certo brusio lotano, l’uomo si apprestò a raggiungere la finestra per capire cosa stesse accadendo a sua insaputa e si accorse, con un certo stupore, che la popolazione era in subbuglio. Dall’alto della sua postazione l’Innominato poteva scorgere uomini e donne fuoriuscire dalle loro casupole, carozze e calessi avviarsi lungo le strade principali verso una direzione che lui ignorava. Incuriosito, si affrettò a mandare uno dei suoi bravi per capire meglio quanto stesse accadendo e, poco tempo dopo, vene informato dell’arrivo addirittura del cardinale Federigo Borromeo. Si tratta di una figura molto importante, di un uomo, oltre che di un religioso, molto rispettato e ben voluto da tutta la popolazione per la sua caratura morale e per il suo grande animo: veniva decantata la sua immensa carità, ma ad essere conosciuta e molto apprezzata era la sua grende capacità di consigliare e rincuorare chiunque cercasse il suo aiuto. Insomma, stiamo parlando di un grande spirito la cui principale ricchezza era l’enorme rispetto per tutti gli uomini suoi fratelli.
La notizia fu la scintilla che fece scattare l’Innominato: questo si preparò in tutta fretta e, inbracciato uno schioppo, uscì dal castello per inseguire la folla alla ricerca del tanto famoso e importante cardinale. L’Innominato sentiva che quella era una sfida che Dio in persona stava laciandogli e che, quindi, lui non aveva anessuna intenzione di lasciarsi scappare.
L’aspetto interessante messo in evidenza dal Manzoni era soprattutto la scelta che l’uomo fece di scendere personalmente in strada senza alcuna scorta o accompagnamento, decisione che molto stupore suscitò tra tutte lo persone che lo riconoscevano e che quasi si spostavano a suo passaggio per il timore di esserne in qualche modo offesi o per evitare di essere di intralcio.
Nel mentre che l’Innominato raggiungeva il luogo in cui il cardinale si trovava, quesst’ultimo era in raccoglimento insieme ad esponenti del clero locale. La sua riunione venne , però, mprovvisamente interrotto dal cappelleano che annunciava la presenza dell’Innominato e comunicava la volontà di costui ad incontrare personalemnte il cardinale Borromeo.
Alla notizia i presenti trasalirono e fecero per preparare il cardinale che, seppur informato sul nome dell’uomo che gli chiedeva udienza, non sembrava altrettanto consapevole delle opere che lo stesso era stato capace di compiere nella sua vita: gli parlarono di violenze, soprusi, rapimenti e molto altro, ma nonostante questo Federigo Borromeo confermò quanto di positivo tutto il popolo diceva di lui. Naturalmente accettò la richiesta dell’uomo che lo attendeva oltre la porta d’ingresso e lo invitò ad entrare.
I primi minuti diquell’inaspettato incontro rappresentano una vera sorpresa per il lettore: l’Innominato sembra quesi deludere le aspettative di chi potrebbe aspettarsi una presentazione altisonante e virile degna della fama che sempre precedeva l’uomo, ma questa volta, forse per la caratura del buon cardinale Borromeo, tutto questo viene a maacare. L’innominato lascia precedere le sue parole da un lungo silenzio dopo essere stato accolto con un inaspettato calore e una positiva disposizione d’animo da parte del religioso. Ma anche quest’ultimo sembra non voler o non poter trovare le parole giuste per rivolgersi all’ospite.
Ebbene, l’Innominato era agitato dall’interno perché consapevole si trovarsi in una situazione nuova; lui, abituato com’era a comandare e ad ottenere tutto ciò che desiderava, ora si trovava nella condizione di implorare qualcuno, di implorare silenziosamente quell’uomo affinchè lo perdonasse, affinchè accogliesse le sue confessioni.
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