Quella che Renzo troverà al suo arrivo è una Milano sconvolta dai disordini. La carestia che in quei mesi stava interessando tutto il nord della penisola, era particolarmente sentita nei grandi centri abitati dove una popolazione più numerosa era legata a risorse naturalmente più scarse. Ora il caso volle che a Milano il momento più grave, quello in cui la fame e la carenza di generi alimentari toccava il picco massimo, coincidesse con la mancanza del grande governatore spagnolo Gonzalo Fernandez impegnato nella guerra e nell’assedio di Casale.
Al suo posto era stato incaricato il reggente Antonio Ferrer che, sicuramente meno capace, aveva pensato che una buona soluzione potesse essere quella di abbassare il prezzo del pane; una scelta che se da un lato favoriva la popolazione dall’altra riduceva al lastrico tutta la categoria dei fornai.
E i disordini iniziarono, ovviamente, per loro iniziativa: non riuscendo a trarre alcun profitto dalla loro attività decisero di scioperare.
Scoppiarono, così, i tumulti tanto famosi nella storia della città in cui i forni venivano attaccati e saccheggiati, il reggente Fernandez perseguitato e decine di persone perseguite dalla legge e incarcerate. Insomma, la popolazione era convinta che farina e pane fossero abbondanti, altrimenti mai il reggente avrebbe permesso un abbassamento tale del prezzo e non comrendevano perché i forni non ne prodicessero più. Ma dall’altro lato colpiva la reazione dei decurioni che al contrario spingevano per rincarare i prezzi e cercare di difendere la categoria che effettivamente non riusciva più a sostenre le richieste del governo cirradino.
Nel mezzo, naturalmente, si trovava la povera gente che esasperata giunse a menar le mani, ad attaccare i forni in cerca di pane per sfamare i propri figli e a prendersela con Ferrer e tutti i suoi vicari-
Quando giunse in città Renzo si trovo,inaspettatamente , dinanzi a queta situazione, ma senza saperne dare una spegazione. Raggiunta porta orientale proseguì secondo le indicazioni fornitegli da padre Cristoforo e andò alla ricerca del convento degli amici Cappuccini.
Continuando lungo la strada sente crescere il brusio proveniente dal centro di Milano, ma il suo tragitto si ferma quando trova finalmente la porta dei religiosi. Accolto all’interno presenta al guardiano la lettera destinata a padre Buonaventura, ma scopre l’assenza di quest’ultimo.
Verrà comunque invitato a restare e ad attenderne il ritorno, ma la curiosità per quanto sta accadendo rappresenta per Renzo una grande attrazione.
Il giovane lascia, così, il convento e si dirige incuriositò verso il luogo da cui sente provenire quel grande frastuono che aveva udito sin dal suo ingresso nelle mura cittadine.
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