Esistono fumetti su i Promessi Sposi? I Promessi Paperi
Per un’opera famosa e importante come I Promessi Sposi non è strano trovare produzioni cinematografiche e trasposizioni teatrali. Ma sapevate che esistono anche fumetti su Promessi Sposi? Allora scoprite I Promessi Paperi.
Si tratta di una parodia a fumetti su Promessi Sposi, la famosa e importante opera letteraria di Alessandro Manzoni. I Promessi Paperi ha visto la luce nel 1976 grazie alla pubblicazione su i numeri 1086 e 1087 di Topolino di due storie, naturalmente non molto lunghe, che ripercorsero in gradi linee le vicende dei due poveri giovani Renzo e Lucia.
Sempre i Promessi Paperi ha poi visto la luce in una versione più ricca e dettagliata nel ciclo delle Grandi Parodie Disney grazie alla sceneggiatura di Edoardo Segantini e alla matita del disegnatore Giulio Chierchini.
La trama de I Promessi Paperi.
Di seguito sintetizziamo la trama che i Promessi Paperi ha seguito nella serie di fumetti su Promessi Sposi.
Sul ben conosciuto “..ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno tra due file non interrotte di monti, tutto insenature e golfi..” che ha inizio la storia de nostri paperi. Sulle famose rive si trova solitario il castello del temuto Don Paperigo che, per quanto ricco, potente e protetto dai suoi "bravotti" viveva una vita agitata. Quotidianamente, infatti, riceve la visita indesiderata di Gertruda, la sua"rompiscatole lombarda" meglio conosciuta come la "scocciatrice di Monza”.
La papera, che è sempre accompagnata dal famelico tutore Don Cicciondio, fa le sue visite con lo scopo di conquistare la mano del signorotto e a nulla valgono i tentativi dei bravotti di impedirle l'accesso al castello.
Una speranza per Don Paperigo di liberarsi della papera scocciatrice si presenta con la visita al castello di Paperenzo Strafalcino, "poeta ditirambico a tassametro", giunto ad offrire i suoi servigi. Con la scusa di allietare Gertruda con il suo canto, il signorotto riesce a mettere Paperenzo in una situazione compromettente: accompagnando a casa Gertruda per ordine del Don il cantore viene notato cosi che tutti credono ad un suo corteggiamento nei confronti della papera. Inoltre, pochi giorni dopo le minacce dei bravotti impongono a Paperenzo il matrimonio con Gertruda. Si tratterebbe di vere e proprie nozze riparatrici: come dicono i bravotti: Questo matrimonio s'ha da fare! E al più presto!
Il problema di Paperenzo è che la stessa frase gli viene pronunciata dalla sua promessa sposa, Lucilla Paperella, quando egli cerca di guadagnare tempo per sistemare la situazione.
Messo alle strette sia dai bravotti che da Paperella, Paperenzo chiede aiuto allo scienziato Mescolaintrugli. Che avanza una soluzione originale secondo cui usando uno speciale elisir di sua invenzione, l'"elisir dello sciopero" sarebbe stato possibile togliere la voglia di lavorare ai bravotti, solo attraverso il respiro dei vapori. Ma i progetti vanno a rotoli quanto l’ampolla cade di mano a Paperenzo e i vapori sprigionatisi dall'elisir dello sciopero inondano Milano.
Nella parodia non scoppia quindi la peste, ma scoppiano le poste. Infatti, gli odori dell’elisir colpiscono i postini che smettono di lavorare lasciando le strade tappezzate di lettere mai recapitate. Dopo alcune disavventure nella città lombarda, Paperenzo decide di attraversare l'Adda e di rifugiarsi dal fortunatissimo cugino Gastolo.
Il motivo della fuga oltre l'Adda di Paperenzo è semplice: uscire dal territorio di Don Paperigo e dei suoi bravotti. Passato all'interno del territorio di Mainomato, un altro signorotto che da sempre nutre un complesso di inferiorità notevole nei confronti di Don Paperigo, si viene a sapere che anche qui è giunta la richiesta di catturare il menestrello. Paperenzo è attirato al castello di Mainomato è attraverso la divulgazione della falsa notizia secondo cui il signore era alla ricerca di un menestrello per le sue feste. Gastolo risponde in gran fretta all'annuncio a favore di Paperenzo.
Arrivato al castello, a Paperenzo viene imposto di firmare un impegno di nozze con Gertruda dopo essere stato sottoposto a tortura. Il destino del povero papero sembra essere segnato fino a quando, giunto il momento di suonare, lo stesso Paperenzo intona una canzone di lode a Don Paperigo che risveglia l'orgoglio di Mainomato: l'impegno di matrimonio che Paperenzo aveva firmato poco prima viene strappato in mille pezzi e Il poeta liberato.
Tornando al suo paese, Paperenzo racconta l'accaduto a Gertruda che con la collaborazione della promessa sposa Paperella attua q la sua vendetta contro Don Paperigo. Le due vanno a Milano, presso l'ufficio del fisco, l’unico posto dove nessuno smette mai di lavorare: le due donne denunciano Don Paperigo per evasione fiscale al supremo gabelliere. Don Paperigo viene condannato alla berlina, Gertruda, come sempre, lo aspetta per sposarlo, mentre Paperella può finalmente sposare il suo amato Paperenzo.
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