L’Avvocato Pettole, questo è il suo nome, è l’uomo che incarna la figura del dottor Azzeccagarbugli all’interno dei Promessi Sposi. Sostanzialmente si tratta di un personaggio decisamente secondario che ha saputo, però, riscuotere successo tra i lettori grazie alla costruzione che Alessandro Manzoni ha saputo darne.
Il “trovaimbrogli”; ecco quel’è il nomignolo che identifica questo personaggio che molto poco ha parlato di se nel romanzo, ma che, invece, è introdotto da una reputazione assai colorita e interessante.
Si tratta, naturalmente, di un uomo dedicato allo studio,alla vita sui libri; e anche la connotazione fisica che ne da l’autore è tipica di una figura debole di energie, ma astuta di spirito: è alto, magro, pelato e con il naso rosso tipico di chi ama bere il vino.
Inoltre l’ambiente in cui l’uomo accoglie Renzo è tipico di una persona che bada poco all’apparenza, ma che non è neanche troppo concentrato a tenere ordine tra le proprie cose e nella sua vita. Lo studio è molto disordinato e interamente colmo di libri e scartoffie che impressionano molto il giovane che vi è appena entrato.
Aggiungiamo, poi, che altro elemento molto importante sono i quattro capponi che il giovane paesano ha portato in dono: questi vengono messi ben in mostra con l’intenzione di ottenere il tacito consenso del padrone di casa che, infatti, appare subito ben disposto ad accogliere e ascoltare Renzo.
Durante il colloquio, poi, una frase del mitico Azzeccagarbugli rende bene l’idea di quanto bassa sia la sua levatura morale: egli dice” All’avvocato bisogna raccontare le cose chiare e a noi tocca, poi, imbrogliarle”. Quindi esplica molto chiaramente quale sia il suo ruolo non solo in quell’occasione, ma più in generale all’interno dell’intero contesto storico e culturale. A suo favore, comunque, c’è da dire che proprio la situazione storica era caratterizzata da molti stati e regni indipendenti, alleati, in lotta o in sovrapposizione tra loro e portava alla produzione e approvazione di leggi che in molte occasioni affermavano e negavano la stessa cosa mettendo spesso personaggi di questo calibro nella condizione di poter interpretare i testi a seconda delle necessità.
In sostanza si tratta di un prsonaggio che opera nel disordine e che tenta di dominare il libero arbitrio. Ma con limiti molto evidenti.
Cosa accade, infatti, quando Renzo nomina don Rodrigo? Il dottore si lascia totalmente dominare dalla sua viltà: cambia repentinamente d’umore a caccia via Renzo senza neanche tenere per se i quattro caponi ricevuti in dono. La spiegazione la troveremo più avanti.
Infatti all’arrivo di padre Cristoforo nel palazzo di Rodrigo, il nostro dottore è seduto a tavola e partecipa al banchetto organizzato dal padrone di casa. Questa è la ragione del sommovimento interno provocato da Renzo quando ne aveva cercato l’aiuto per risolvere la questione che vedeva tanto implicato lo stesso signorotto.
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