La vita di Alessandro Manzoni è segnata da una produzione letteraria assolutamente invidiabile. Ma quanti e quali sono gli scritti dell’autore più conosciuto e apprezzato? Una presentazione delle maggiorei opere di Alessandro Manzoni.
La prima opera del Manzoni è il "Trionfo della libertà "e si tratta di un poemetto scritto all’eta di 16 anni sotto l’influsso dell’esule napoleatano Lomonaco e ad imitazione della già avvenuta pubblicazione dell’opera dell’amico Monti. Il suo contenuto è particolarmente farcito di invettive e critiche alla Chiesa, al Papa e a gran aprte degli esponenti ecclesiastici.
Nel 1802, invece, sarà il momento della seconda scrittura rappresentata dal poemetto "Autoritratto", un’opera che Alessandro Manzoni decise di realizzare seguendo quella che era un po’ la moda del momento: si tratta di un sonetto dedicato all’esule napoletano Lomonaco.
Nello stasso anno, poi, viene composto anche il sonetto "Alla Musa" in cui l’autore si lancia in una ideale invocazione della musa Clio affinchè potesse illuminargli la strada verso la conquista di “una gloria imperitura”.
Dello stesso anno è anche il sonetto “Alla sua donna”, dedicato probabilmente a Lugina Visconti con cui Alessandro Manzoni ebbe anche una relazione sentimentale.
E’ del 1803 “Adda” , un Idillio che il Manzoni indirizza all’amico Vincenzo Monti con cui condivideva anche la conoscenza dell’autore Ugo Foscolo. Nonostante il giudizio entusiastico del Monti, Alessandro decide comunque di non pubblicare lo scritto che sarà stampato solo molti anni più tardi, nel 1875.
Nel 1806 viene manoscritto “In morte di Carlo Imbonati” che era suo amico e convivente della madre a Parigi. L’uomo è morto da poco quando l’autore decide per la sua stesura: pare che l’Imbonati gli fosse apparso in sogno sollecitandolo ad impegnarsi per mantenere libera la sua mano e la sua mente: un’esortazione al non cadere servo di alcuno.
“Partenide”, invece, viene scritto nel 1809 e può essere considerato una sorta di risposta ad un'Ode che il poeta danese Jens Baggesen gli aveva inviato insieme alle scuse avanzate per non esser riuscito a tradurre un Idillio dello stesso autore Italiano.
La conversione spirituale.
E’ importante accennare alla conversione spirituale che nel 1810 interesso l’animo e del Manzoni.
Il giovane Alessandro era stato educato secondo un’impostazione che lo aveva sempre indotto ad esaminare i fatti e le cose prima di accettarle o di rifiutarle come insensate o ingiuste. Lo scrittore italiano era ormai diventato un uomo riflessivo, attento e acuto e la richiesta di conversione della moglie Enrichetta Blondel lo aveva non solo colpito, ma addirittura spinto a riflettere sulle motivazioni che la spingevano a lasciare il calvinismo a favore del cattolicesimo.
Si trattò, quello della moglie, di un percorso spirituale che lo coinvolse tanto fino al punto di portarlo a riabbracciare quella fede che tanto, fino a quel momento, si era allontanata da lui e che aveva favorito anche opere di attacco e accusa verso la Chiesa.
Nel 1812-1822: in questo periodo, naturalmente successivo alla conversione religiosa, al suo ritorno al Cattolicesimo, la produzione si orienta verso la scrittura di un insieme di “Inni Sacri” dedicati alla liturgia e alla tradizione religiosa cristiana. Vi rientrano “La Resurrezione”,” Il Risorto”,” Il nome di Maria”,” Il Natale”,” La Passione”, “La Pentecoste”.
Tra il 1814 e il 18121 vengono composte anche tre interessanti liriche politiche rappresentate da “Aprile 1814”, “Il Proclama di Rmini” e “Marzo 1821”.
Del 1819 è “Osservazioni sulla morale Cattolica” : si tratta di un’opera molto interessante in cui l’autore italiano si dedica a commentare e e ridiscutere le tesi dello storico protestante Giovanni Sismondi che sosteneva la decadenza morale e religiosa del popolo italiano.
La risposta di Manzoni contenuta in quet’opera rimasta, purtroppo, incompiuta fu quella di chi aveva da poco riabbracciato la tradizione cattolica e aveva imparato a valutarla anche con senso critico: la morale cattolica era quella secondo cui tutte le cose vanno eseguite in maniera ragionata e che la corruzione dell’animo deriva proprio dal trasgredire i dettami della stessa dottrina cattolica.
Un discorso a parte per una famosa e importante ode di Alessandro Manzoni: si tratta de “Il cinque maggio” , opera dedicata alla morte del grande e ammirato Napolene Bonaparte. Il Manzoni vi parlò dell’incommensurabile valore dell’operato svolto da quest’uomo che in poco più di 10 anni era riuscito a mutare radicalmente la storia del mondo interno; ma una particolare attenzione era stata rivolta dall’autore anche alla descrizione della sola dimensione “creaturale” che l’uomo può raggiungere dinanzia alla grandezza di Dio.
Adesione al Romanticismo
Per conoscere e capire le opere di una determinata parte della vita di Alessandro Manzoni è certamente utile anche essere informati su quello che fu un altro importante passo nella sua carriera letteraria.
Il suo abbraccio al Romanticismo, però, fu senz’altro un’altra forte conseguenza legata alla conversione religiosa e al suo ritorno verso la religione cattolica.
In sostanza, lo spostamento da un’impostazione rigidamente votata all’analisi e all’interpretazione ragionevole dei fatti e delle cose era passato ad una nuova impostazione che includeva molto il sentimento. Per quesa ragione la scoperta del Romanticismo e la produzione di opere più aperte al sentimentale può essere anche intesa come una conseguenza del suo nuovo spostamento a favore della religione e della morale cattolica; ma senza dimenticare, però, come i valori illuministi, ormai insiti nel suo animo, lo guidavano sempre verso il ragionamento, il tentativo di comprensione e il rifiuto dell’illogico. Insomma, Alessandro Manzoni era forse un romantico un po’ singolare: lo era decisamente a modo suo.
Opere tetrali: le Tragedie.
Nel 1816 viene composto il “Conte di Carmagnola” che costituisce una parentesi lirica che dà voce ai sentimenti dell'autore: l’opera narra di un comandante dell’esercito Milanese, il Conte Carmagnola appunto, che passato dalla parte dei Veneziani, nemici e avversari di Milano, si trova a dover combattere contro l’esercito che aveva guidato e i compagni a cui aveva combattuto al fianco.
La vicenda viene costrutita su un presunto tradimento del Carmagnola ai danni di Venezia che vorra processarlo e condannarlo. Da segnalare con il Manzoni si dedicherà un posto nel coro.
Più tardi, nel periodo 1820-22, viene relizzato anche “l’Adelchi” che propone una poesia più matura del Manzoni. L’argomento principe dell’opera è la guerra che nel 1774 aveva contrapposto Franchi e Longobardi e che aveva fatto segnare la fine dei Longobardi in Italia. Protagonista è il principe Adelchi, impegnato nella lotta contro il potente esercito di Re Carlo, ma importante è anche la figura di Ermengarda che porta con se tutto il bagaglio culturale e religioso del Cristianesimo di cui il Manzoni arricchisce le vicende narrate.
Nel 1823 viene iniziata “Spartaco” , una nuova tragedia che rimarrà però incompiuta. Si tratta del prodotto di un periodo di studi dei classici antichi condotto dallo stesso Alessandro Manzoni.
Sempre nel 1823 vide la luce il romanzo “Fermo e Lucia” che era stato avviato nel 1821. Si tratta di un primo tentativo di produzione romanzesca da cui, più tardi, deriva la vresione definitva de “I Promessi Sposi”. Questa prima versione non piacque più al Manzoni.
Nel 1824 vide la lue il primo tomo dell’opera che più tardi, nel 1827, venne pubblicata in versione definitiva e del tutto nuova: si tratta proprio de “I Promessi Sposi” . Da segnalare come la critica letteraria dell’epoca accolse con disappunto l’opera; proprio quella che renderà l’autore milanese famoso in tutto il mondo.
Nel 1823 Alessandro Manzoni scrive anche una lettera diveuta molto famosa: si tratta di una lettera “Sul Romanticismo” dedicata all’amico Cesare D’azeglio e in cui affronta la necessità che ogni poeta sentire di dedicarsi con spirito e forza al reale passaggio dall’impostazione classica a quella realmente romantica di fare Poesia e letteratura.
Nel 1840 termina anche la revisione de “I Promessi Sposi” che era stato impreziosite di incisioni inedite e che Alessandro Manzoni, su consiglio della seconda moglie, aveva iniziato a stampare e a distribuire personalmente.
Nel 1842 venne pubblicato anche un saggio storico “La Storia della colonna infame” che riprendeva proprio la storia del processo a presunti “untori” della peste avvenuto a Milano nel 1630.
Nel 1848, dopo il termine dei moti popolari, il Manzoni scrisse “Dell’invenzione” e “Del Romanzo Storico e de’ componimenti misti di storia e d’invenzione” . Nello stesso anno viene pubblicato anche “Il Proclama di Rimini” e “Marzo 1821”.
Nel 1862 inizia un’interessantissmo saggio, rimasto incompiuto, chiamato “La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859”
Nel 1868 viene pubblicato “Dell’unità della lingua e dei mezzi per diffonderla”.
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